Per capire perché il whisky scozzese è ad oggi il whisky per eccellenza bisogna risalire all’800

In questo particolare periodo storico il whisky scozzese ha fatto delle sue sciagure la sua fortuna.

Nell’800 infatti il distillato scozzese stava vivendo il suo periodo più buio. Uno dei motivi è la cattiva pubblicità che aveva a causa di varie contraffazioni scoperte e abbassamento di qualità del prodotto in generale. Un altro era la forte concorrenza del gin inglese. Fatto sta che a quei tempi il whiskey considerato di qualità era quello Irlandese.

Sempre in quegli anni fu inventata e poi perfezionata una nuova tecnologia di distillazione da parte di Aeneas Coffey, che, ironia della sorte, era un ufficiale delle accise di nazionalità Irlandese.

Consisteva in una serie di alambicchi disposti a colonna che permettono di essere alimentati in maniera continua, senza interrompere il processo produttivo (column still). Il tradizionale metodo “a pentola” (pot still), invece, era composto da un grande forno. Questo forno che andava lasciato raffreddare e poi pulito al termine di ogni distillazione, prima di poter riprendere il processo produttivo.

Gli Irlandesi però non imolementarono la tecnologia, credendo di abbassare il livello qualitativo del loro pregiato whiskey, e rimasero ancorati alla tradizionale distillazione discontinua “a pentola” (pot still).

Erano però ignari del fatto che questa scelta nefasta li avrebbe portati alla rovina negli anni a venire.

A metà dell’800 infatti arrivò la famigerata epidemia di fillossera che sterminò la maggior parte delle viti europee, rendendo il vino un bene praticamente introvabile, cosa che fece a dir poco esplodere il mercato del whisky.

Gli Irlandesi, ancorati al metodo tradizionale, non avevano la capacità produttiva di sopperire all’enorme domanda, e si tagliarono di fatto da soli fuori da un mercato in esplosione, lasciando lo spazio ai whisky scozzesi che sarebbero diventati i più famosi del mondo.

Nel ‘900 il whisky irlandese ha vissuto un’epoca di declino (erano rimaste solo 5 distillerie) e hanno poi (un po’ tardino) adottato il metodo continuo.

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